Uno sguardo nuovo sul Divisionismo. Alla Bottegantica
Alla Galleria Bottegantica di via Manzoni arriva una mostra di ampio respiro dal titolo Divisionismi. Un’altra modernità, L’obiettivo è proporre una nuova prospettiva sul divisionismo, indagandone l’evoluzione dalle sue origini negli anni Novanta del XIX secolo fino agli anni Venti del Novecento.
Tra i capolavori esposti, spiccano opere dei grandi maestri e teorici del movimento: Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Emilio Longoni, Vittore Grubicy de Dragon, Giovanni Segantini e Pellizza da Volpedo. Tra le opere in mostra troviamo celebri lavori come Le Caravelle (1908 circa), Fiumelatte (1897), L’Ultima fatica del giorno (1892) e Tramonto sulle colline di Volpedo (1903-1904). Questi dipinti rappresentano l’apice della tecnica divisionista, fondata sulla scomposizione del colore in piccole macchie o punti che, visti a distanza, si fondono otticamente in tonalità più complesse.

La mostra non si ferma però a questi maestri storici. Accanto alle loro opere, sono esposti lavori di artisti che hanno contribuito a sviluppare il divisionismo in direzioni nuove e impreviste, soprattutto con l’avvento del Futurismo. I primi firmatari del Manifesto Futurista, come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Luigi Russolo e Carlo Carrà, partivano infatti dal divisionismo per sviluppare una nuova concezione del colore e della luce, centrata sul “complementarismo congenito”. Tra i lavori in mostra troviamo opere importanti come Mia madre (1907) di Boccioni e Ritratto di Bice Morselli (1910) di Balla, insieme a opere di artisti divisionisti di grande rilievo come Carlo Fornara, Benvenuto Benvenuti, Cesare Maggi, Plinio Nomellini, Sexto Canegallo e Emilio Longoni.

Nato negli anni Ottanta del XIX secolo, il divisionismo fu accolto inizialmente con scetticismo e critiche. Tuttavia, molti artisti riuscirono a trasformare questa tecnica in un potente strumento espressivo, in grado di esplorare le potenzialità estetiche della pittura. L’esposizione vuole analizzare in profondità il divisionismo nei primi due decenni del Novecento, superando la concezione secondo cui i risultati più significativi di questo movimento sarebbero confinati ai suoi primi anni.
Con l’avvicinarsi del nuovo secolo, maestri e nuove generazioni di artisti si confrontarono in maniera meno rigida con i problemi teorici del divisionismo. La tecnica della “divisione” del colore divenne un dato acquisito, lasciando agli artisti la libertà di esplorare nuove modalità espressive. Già dagli anni Novanta dell’Ottocento, ciascun artista aveva elaborato il proprio approccio individuale, allontanandosi dalle regole rigide per avventurarsi in una sperimentazione più libera, che mirava a sondare nuove possibilità pittoriche in termini di espressività e forza evocativa.
La mostra esplora questo periodo di fervente sperimentazione, in cui il segno pittorico diventa protagonista. Variazioni nelle tecniche pittoriche – tratti puntinati, lineari, spezzati o morbidi – si mescolano con diverse modalità di stesura del colore, a volte materiche, a volte più levigate. Questi esperimenti, fondati su una riflessione profonda sul linguaggio pittorico, furono determinanti per lo sviluppo delle avanguardie artistiche e per la rilettura moderna di una delle sperimentazioni più significative dell’Ottocento italiano.
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Mostra Divisionismi. Un’altra modernità
Dal 18 ottobre al 30 novembre
Galleria Bottegantica
Via Manzoni 45
Dal martedì al sabato, 10-13; 15-19
Ingresso libero
www.bottegantica.com
Info: (+39) 0262695489 – (+39) 02
35953308
milano@bottegantica.com
info@bottegantica.com

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