Una visita al monumento delle Cinque Giornate, ora restaurato

Passando, in tram ma anche in bici o a piedi, o in auto, probabilmente pochi hanno osservato con attenzione il monumento che domina piazza Cinque Giornate. È semplicemente… “sempre stato lì”.
Eppure stiamo un importante simbolo della Milano civile e risorgimentale: il Monumento delle Cinque Giornate. 

Ora obelisco e statue di contorno invitano a farsi guardare da vicino: è stato oggetto di un intervento di restauro che ne restituisce leggibilità, decoro e forza evocativa. L’opera di Giuseppe Grandi, con il suo obelisco e l’impianto monumentale, rientra in un percorso più ampio di “cura” del patrimonio cittadino, dove il restauro non è solo manutenzione ma anche valorizzazione della memoria collettiva.

La Stella d’Italia bronzea

Durante la visita ufficiale, alla presenza delle autorità è stata simbolicamente riaperta la cancellata che circonda l’obelisco: anche questa parte, spesso data per scontata, è stata oggetto di un intervento conservativo con recupero completo e riverniciatura degli elementi in ferro battuto e ghisa, restituendo coerenza e pulizia all’insieme.

Le date della realizzazione e dei restauri

Il progetto è stato curato e diretto dall’Unità Fontane e Monumenti dell’Area Pronto Intervento del Comune. Ma il lavoro non si ferma alla superficie: il programma include anche il recupero e la riqualificazione della cripta sotto l’obelisco e lo studio dei resti umani conservati al suo interno, affidato al LABANOF dell’Università degli Studi di Milano, guidato dal team della professoressa Cristina Cattaneo. Un passaggio delicato e prezioso: ridare identità e dignità a chi ha combattuto per la città, rendendo il monumento un luogo della memoria ancora più vivo.

Il leone, simbolo della volontà di difesa della libertà

 

Lo sapevate?
Il Monumento alle Cinque Giornate di Milano è una delle opere simbolo della memoria risorgimentale della città. Fu realizzato dallo scultore Giuseppe Grandi (1843–1894), tra i maggiori interpreti della scultura italiana di fine Ottocento, vicino alla Scapigliatura e capace di unire tensione simbolica e forte naturalismo espressivo.

L’opera è dominata da un obelisco in pietra che si innalza come segno di sacrificio e di ascesa civile, circondato da figure allegoriche che rappresentano i caduti delle Cinque Giornate del 1848, la storica insurrezione con cui Milano si sollevò contro il dominio austriaco. Grandi rinunciò alla retorica celebrativa tradizionale per raccontare il dolore, la lotta e la dignità della morte, affidandosi a corpi tesi, volti sofferenti e gesti drammatici.

Alla base del monumento si trova una cripta, concepita come spazio di sepoltura e raccoglimento, che rafforza il valore civile dell’opera: non solo un segno urbano, ma un vero luogo della memoria, dove arte, storia e identità cittadina si fondono in modo indissolubile.

La base del monumento accoglie 5 figure femminili, una per ogni giornata dell’insurrezione del 1848