Una video installazione per riflettere alla Casa degli Artisti
Fino al 21 dicembre la Casa degli Artisti ospita l’open studio di Sofiya Chotyrbok, artista selezionata per la residenza AAA Atelier Aperti per Artista. La mostra, intitolata Does water have a space in water?, è un’installazione site-specific in forma di video-performance. Con questa opera, Chotyrbok invita i visitatori a immergersi in un ambiente onirico e destabilizzante, permeato di riflessioni sul tema della memoria, dello spazio e della condizione umana.
Sofiya Chotyrbok (Zoločiv, 1991) è un’artista italo-ucraina con base a Milano. La sua pratica spazia tra installazione, performance, fotografia e video, esplorando temi di identità, memoria e migrazione. Le sue opere trasformano frammenti personali in simboli universali. Esposta in festival e musei internazionali, è stata finalista di GiovaneFotografia Italiana #10 (2023) e membro dal 2024 dell’Ukrainian Women Photographers Organization.
L’acqua, elemento cardine dell’opera, assume un duplice ruolo: guida concettuale e strumento narrativo. Diventa una metafora della memoria, che Sofiya Chotyrbok esplora intrecciando la propria storia di migrazione e appartenenza con un racconto più ampio sulle sfide umane di definire il proprio spazio fisico e psicologico.
La domanda posta dal titolo dell’installazione, Does water have a space in water?, stimola un’analisi profonda delle dinamiche tra interiorità ed esteriorità, tra il bisogno di protezione e quello di connessione. Come l’acqua supera ogni barriera, così la memoria umana è fluida, capace di adattarsi e trasformarsi.
Alla base del progetto c’è un archivio domestico di registrazioni familiari: piccole videocassette mai riviste dai genitori dell’artista, ma che per lei hanno colmato i vuoti di una distanza fisica e alimentato la sua identità in formazione. Chotyrbok descrive questi frammenti come “un vissuto di migrazione e speranza, di esseri umani e relazioni”. Rielaborando questo materiale, l’artista crea un ponte filmico che trasmette un messaggio universale.
Attraverso testi filosofici Sofiya Chotyrbok riflette sul modo in cui il corpo e la mente umani ricordano non tanto il tempo, ma gli spazi. La sua opera diventa quindi una meditazione sull’essenza dello spazio come luogo di incontro tra memoria e percezione.
L’installazione invita i visitatori a esplorare un ambiente che gioca con simbolismi, gesti rituali e azioni ripetute. La video-performance conduce il pubblico in una narrazione fluida e onirica, dove si intrecciano pubblico e privato, corpo e mente, intimità e condivisione. Ogni elemento è progettato per creare un’esperienza sensoriale e riflessiva, in cui i visitatori sono chiamati a confrontarsi con i propri ricordi e spazi interiori.
Nel lavoro di Sofiya Chotyrbok, la memoria non è solo qualcosa da custodire, ma una materia viva da trasmettere e trasformare. I frammenti dell’archivio familiare si rivelano come fermoimmagine che nutrono il presente e guidano verso il futuro. L’acqua, con la sua natura mutevole, diventa il simbolo di questa dinamica, superando contraddizioni e paradossi umani.
In un mondo in cui le barriere sembrano crescere, Does water have a space in water? suggerisce che la memoria, come l’acqua, può fluire attraverso ogni ostacolo, costruendo nuovi legami e spazi di appartenenza.
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Mostra Does water have a space in water? di Sofiya Chotyrbok
Dal 12 al 21 dicembre, dalle 12:30 alle 19:00
Casa degli Artisti
Corso Garibaldi 89A/Via Tommaso da Cazzaniga
casadegliartisti.org
Da martedì alla domenica dalle 12.30 alle 19.00 – chiuso il lunedì
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