Da qualche giorno Bergamo ha un nuovo museo. Nel cuore della Città Alta, in piazza Duomo, ha preso vita il Bernareggi, il nuovo Museo Diocesano di Bergamo.
La sua sede è l’antico Palazzo Vescovile, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore e dalla Cappella Colleoni, nel luogo dove nel 1961 era stato inaugurato il primo nucleo della collezione diocesana.
Ma attenzione. Non si tratta di un semplice museo, ma di un itinerario diffuso che intreccia arte, fede e storia lungo oltre 1700 anni, con un percorso che unisce il Palazzo Vescovile con l’Aula Picta, il Battistero, i resti dell’AnticaCattedralepaleocristiana e, in futuro, il Tempietto romanico di Santa Croce. A chiudere idealmente il viaggio è l’Oratorio di San Lupo, in Città Bassa, oggi dedicato all’arte contemporanea.
Gli spazi espositivi si estendono su 900 metri quadrati, distribuiti in dieci sale su due piani, con circa 70 opere che coprono un arco temporale dal Medioevo al Novecento. Dipinti, sculture e preziosi manufatti raccontano l’evoluzione dell’arte sacra bergamasca. Si incontrano capolavori di Lorenzo Lotto, tra cui l’Assunzione di Maria, e di Andrea Previtali, pittore vicino all’ambiente veneziano.
Ampio spazio è dedicato a Giovan Battista Moroni, un altro maestro bergamasco del ritratto cinquecentesco, e a Carlo Ceresa, protagonista del Seicento, con opere che riflettono la spiritualità dell’epoca post-tridentina. Il percorso conduce poi all’invenzione di Evaristo Baschenis, considerato il più importante autore di nature morte in Italia, e alla ritrattistica di Fra Galgario. Il Novecento è rappresentato da Giacomo Manzù e Lello Scorzelli, che testimoniano il rinnovato dialogo tra arte e Chiesa.
Accanto alle collezioni permanenti, sono esposte a rotazione opere provenienti da diverse parrocchie della Diocesi, trasformando il museo in un luogo vivo, che restituisce ai visitatori pezzi spesso poco accessibili.
E poi ci sono tesori come le sculture trecentesche di Giovanni da Campione, provenienti dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, e un ostensorio di Lello Scorzelli.
Ma ciò che probabilmente attrarrà l’attenzione più di ogni altra perla di bellezza è l’Aula Picta, sala duecentesca interamente affrescata, un unicum lombardo che fonde temi cristologici ed escatologici con simboli legati alla giustizia.

Il museo non è solo esposizione: ospita spazi multimediali e immersivi, come la sala che racconta in sette minuti la storia architettonica di piazza Duomo, e promuove attività educative per scuole, famiglie e comunità. Il Bernareggi si propone così come un museo aperto, accessibile e inclusivo, ponte tra passato e presente, memoria e futuro, che restituisce a Bergamo un patrimonio straordinario e lo rende parte di un racconto universale. un altro tesoro da visitare. Nella bellezza della Città Alta e della città di Bergamo tutta.
Ah, stavamo dimenticando. Perché questa denominazione? Per ricordare Adriano Bernareggi (1884-1953) fu vescovo di Bergamo dal 1936 fino alla morte. Uomo di grande cultura e sensibilità, intuì l’importanza dell’arte sacra come strumento di fede e di dialogo con la comunità. Promosse la tutela del patrimonio artistico della diocesi, costituendo il nucleo originario del Museo Diocesano che oggi porta il suo nome. E la città giustamente oggi lo vuole ricordare così.

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Dove (luogo e indirizzo):Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 5, Bergamo – Città Alta
Sito ufficiale: https://fondazionebernareggi.it/
Ingresso: € 10 (riduzioni e gratuità previste) – ingresso gratuito all’Aula Picta ogni prima domenica del mese
€ 5 ridotto (studenti 6-26 anni, gruppi 12-25 persone, FAI, forze dell’ordine) – € 2 ridotto scuole e oratori- € 18 ridotto famiglia (2 adulti + 2 bambini)
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00 – venerdì, sabato, domenica: 10.00 – 18.00 – martedì chiuso
Email: info@fondazionebernareggi.it
Telefono: 035 219 893 (biglietteria)







