Una gita a Tortona a caccia di capolavori

Ci sono luoghi in Italia che si visitano per mille motivi diversi, i prodotti tipici, la qualità della vita, il vino. Terre che spesso sono considerate da gustare più che da osservare. Ma basta spingersi un po’ oltre la superficie – o la tavola – per scoprire piccoli scrigni culturali che custodiscono meraviglie inaspettate. Tortona, per esempio, a un’ora di auto da Milano, è uno di questi luoghi.

Conosciuta per i suoi vini, le colline dolci e il legame forte con la tradizione agricola, la città offre da qualche tempo un eccellente motivo in più per una visita. In pieno centro città sorge la Pinacoteca del Divisionismo, oggi più che mai al centro di un progetto culturale ambizioso, dinamico e aperto al territorio.

Fondata nel 2001 grazie alla visione della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, la Pinacoteca è nata per valorizzare un importante nucleo di opere d’arte raccolte negli anni dall’istituto bancario da cui la fondazione stessa trae origine. E così, da semplice collezione privata, si è trasformata in un centro di studio e promozione dell’arte divisionista, corrente pittorica che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ha rivoluzionato il modo di intendere il colore, la luce e la rappresentazione sociale.

Il divisionismo, tecnica pittorica che affonda le sue radici nel contesto lombardo-piemontese e che si afferma a partire dalla Prima Triennale di Brera del 1891, è oggi restituito al pubblico in tutta la sua varietà e profondità.

Il museo (una palazzina che offre 750 metri quadrati su tre piani) raccoglie oggi 154 opere fra tele e sculture. Nelle sale della Pinacoteca si incontrano i nomi più celebri del movimento – Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Carlo Fornara, Giacomo Balla, Umberto Boccioni –ma anche scultori come Medardo Rosso e Bistolfi – accanto ad artisti meno noti ma ugualmente significativi, capaci di portare avanti ricerche originali e coraggiose nei linguaggi e nei temi.

Giuseppe Pellizza da Volpedo: “Il ponte”, 1904 olio su tela – Pinacoteca Divisionismo Tortona ph.Carlo Baroni

 

A spiccare è il corpus più consistente di opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo fruibile in uno spazio pubblico, con capolavori come Il cammino dei lavoratori e Il ponte. Ma anche Il reddito del pastore di Segantini, Portinaia di Medardo Rosso, Le ultime mosse di Morbelli, Penombre di Previati, Autoritratto di Gino Severini, Fallimento di Balla e molti altri, restituiscono la densità di un momento cruciale nella storia dell’arte italiana.

E adesso c’è anche una padrona di casa!
Il museo però è in continuo aggiornamento grazie alle donazioni. L’ultimo prestigioso ingresso in collezione, cosa di questi giorni, è il “Ritratto della Signora Adalgisa Maffi” di Umberto Boccioni, proveniente dalla Donazione Mattioli conservata all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. L’opera, acquisita grazie a una generosa donazione della Fondazione stessa, rappresenta non solo un importante arricchimento della collezione, ma anche un atto di grande valore etico: i proventi della vendita sostengono infatti la ricerca oncologica del Mario Negri, e contribuiscono al finanziamento triennale di una borsa di studio per giovani ricercatori. È un esempio virtuoso di come arte e scienza possano dialogare, generando valore e speranza.

L’Istituto Mario Negri, del resto, incarna da oltre sessant’anni un modello di ricerca indipendente e trasparente, non brevettando le proprie scoperte e rendendole disponibili per la comunità scientifica. L’intesa con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona è dunque il simbolo di una sinergia tra cultura, scienza e responsabilità sociale.

Nel quadro di un territorio attento alla memoria ma anche desideroso di futuro, la Pinacoteca Divisionismo conferma così la sua centralità come riferimento museale unico in Italia per lo studio di questa corrente e come motore di crescita culturale. In dialogo continuo con le più importanti istituzioni artistiche, e in particolare con i Musei Pellizziani di Volpedo, essa costituisce un nodo fondamentale di una rete culturale che valorizza l’identità locale guardando all’orizzonte europeo.

Tornando all’opera, un capolavoro di Boccioni (dal destino discusso: non fu molto amata agli inizi…) c’è poco da aggiungere. La posa inclinata, sfrontata, gli abiti e soprattutto quel sorriso a denti scoperti disegnano una personalità forte: Adalgisa Maffi era una donna di teatro, una figura decisamente avanti nei tempi. E così il giovane Boccioni, poi grande esponente del Futurismo, ce l’ha consegnata. Ora è la indiscussa padrona di casa alla pinacoteca.

Già qualche mese fa avevamo proposto qui un itinerario diverso in queste terre, a Volpedo, nei luoghi di Pellizza. Tortona dista pochi chilometri. E tra un bicchiere di Timorasso e un piatto di agnolotti, ci si può così imbattere in un patrimonio artistico raro, vivo e sorprendente (a ingresso gratuito). Un’esperienza che nutre anche l’anima. Date retta a Chebello.

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Nuove acquisizioni alla Pinacoteca del Divisionismo di Tortona
Indirizzo
Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona – Corso Leoniero 2, Tortona (AL)
Sito ufficiale
https://www.ildivisionismo.it/

Ingresso gratuito
Orari
sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00
(Altri giorni su prenotazione per gruppi e scuole)
Email
pinacotecadivisionismo@gmail.com
Telefono
0131.822965

Angelo Morbelli, Mi ricordo quando ero fanciulla, 1903

Immagine in alto: veduta notturna della Pinacoteca del Divisionismo di Tortona