“Perdere la testa”: per dare un taglio netto alle solite mostre…

“Perdere la testa”: per dare un taglio netto alle solite mostre…

Alla Galleria BKV Fine Art di via Fontana ha aperto una mostra un po’ diversa. Titolo: Perdere la testa. La rassegna è dedicata all’affascinante e alquanto inquietante tema delle teste mozzate. Dalle celeberrime teste di San Giovanni Battista, Golia e Oloferne ai loro celebri carnefici, Salomè, Davide e Giuditta.

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Giovanni Ambrogio Figino, Testa del Battista – Ph. Matteo Zarbo

La mostra comprende 64 opere, e non siamo sicuri se i visitatori più impressionabili saranno più turbati o affascinati. Artisti di ogni epoca – dai devoti di Andrea Solario a Bertozzi & Casoni, da Giuseppe Vermiglio a Julian Schnabel, da Vik Muniz a Mario Balassi – offrono la loro visione sul tema. Si passa dalla solennità di un’iconografia antica alla brutalità contemporanea, in un mix esplosivo che interroga non solo l’arte, ma anche la nostra morbosa curiosità di fronte alla violenza.

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Giovanni Francesco Maineri (attr.), Testa del Battista – Ph. Matteo Zarbo

Ad accoglierci all’ingresso è una tela barocca di Giovanni Battista Maino, in cui Salomè, in tutta la sua gloria malvagia e sensuale, ci presenta la testa del Battista su un piatto d’argento. La galleria si riempie di volti decapitati, quasi come se non bastasse vederne uno per afferrare il concetto.

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Anonimo lombardo, Testa del Battista – Ph. Matteo Zarbo

Si passa da opere rinascimentali del XVI secolo – con teste mozzate accostate a frutti e fiori, per un sottile tocco di vanitas (che, in pratica, ci ricorda che tutti facciamo la stessa fine, frutta compresa) – fino ai decapitatori più chic del barocco.

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Paolo Guidotti, Giuditta con la testa di Oloferne – Ph. Matteo Zarbo

L’ossessione per la ripetizione va oltre, con sculture di giovani martiri in legno e marmo, alcuni dei quali attribuiti a Domenico Poggini, mentre Bertozzi & Casoni aggiungono un tocco moderno sostituendo il Battista con – sì, hai capito bene – un gorilla.

Al piano superiore spuntano Davide e Giuditta, i killer eroici della Bibbia. Sia Giuditta, con il suo charme letale, sia Davide, che risolve tutto con una fionda, dimostrano che per essere eroi non serve la morale ma un bel colpo di fortuna (e una buona mira). Troverete accanto a loro anche una terracotta di Arturo Martini e opere di Giuseppe Vermiglio: il tutto per ricordare che, a quanto pare, un tempo il destino di ogni cattivo era una decapitazione spettacolare.

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Domenico Cerrini, Davide con la testa di Golia – Ph. Matteo Zarbo

Ma non finisce qui: Julian Schnabel riprende l’idea di Caravaggio (che nel David dipinse se stesso nella testa di Golia)  dell’autoritratto a testa mozzata nel suo Number 3 per ricordarci che la moda della testa mozza è sempre attuale.

Se la testa mozza un tempo aveva la missione nobile di insegnare la vanità dell’esistenza e la caducità della vita, oggi – nella nostra società “postmoderna” in cui tutto è frammento e spettacolo – questa violenza diventa, a quanto pare, un intrattenimento visivo. Vik Muniz chiude il cerchio con la sua Medusa fatta di rottami, una Medusa che invece di pietrificare, pare consigliare di fare un po’ di raccolta differenziata.

Insomma, finalmente una mostra un po’ diversa, di gusto ma anche provocatoria fra eroismi, vendetta e studi anatomici. Un mix perfetto per chi desidera una dose di horror e riflessione sul passato. Una mostra che potrebbe farci… perdere la testa.

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Giuseppe Vermiglio, Giuditta con la testa di Oloferne e la fantesca – Ph. Matteo Zarbo

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Mostra Perdere la testa
Fino al 20 dicembre
Galleria BKV Fine Art
Via Fontana 16
www.bkvfineart.com
02 89691288
info@bkvfineart.com
Dal lunedì al venerdì, ore 10 – 18 – Sabato su appuntamento

 

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Juan Bautista Maino, Salomè con la testa del Battista

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