Otto secoli dopo la morte, san Francesco continua a parlare attraverso le immagini. Dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027 la Veneranda Biblioteca Ambrosiana gli dedica una mostra dal titolo «Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte». Un percorso tra dipinti, disegni e incisioni che porta alla luce anche opere poco conosciute del patrimonio dell’istituzione.
Francesco morì la sera del 3 ottobre 1226, a circa 44 anni. La ricorrenza diventa l’occasione per riflettere sull’impronta lasciata nella storia religiosa e civile, nella lingua, nella letteratura e nell’arte italiana. L’Ambrosiana sceglie di raccontarla attraverso le rappresentazioni del santo e gli episodi della sua vita, intrecciando ricerca artistica e dimensione spirituale.
Nel percorso della Pinacoteca sono messi in evidenza quattro dipinti con diverse immagini di Francesco. Nelle vetrine delle Sale 2 e 3 si scoprono preziosi disegni dedicati alla sua vicenda, esposti per la prima volta al pubblico. La visita si conclude nella Sala Federiciana con sette incisioni, mentre un video permette di conoscere altre opere di soggetto francescano che non è stato possibile presentare dal vivo.

Tra i lavori esposti spicca un elaborato disegno del Codice Resta, che immagina la morte di Francesco all’interno di un edificio. Disteso su un letto, il santo benedice chi gli sta accanto; i frati lo assistono, uno gli bacia il piede segnato dalle stigmate e i fedeli si raccolgono in preghiera.
Una scena che invita a confrontare invenzione artistica e racconto biografico. Francesco volle infatti trascorrere gli ultimi istanti deposto sulla nuda terra, alla Porziuncola, fedele alla povertà scelta per tutta la vita. Secondo i biografi, chiese di ascoltare il Vangelo di Giovanni e il Cantico delle creature, con la strofa dedicata a «sorella morte».
Immagine in alto: Santa Elisabetta e San Francesco del Bergognone ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana




