L’Art Déco a Palazzo Reale: com’era moderno il secolo scorso!
Dal 27 febbraio al 29 giugno, a Palazzo Reale non si può perdere una grande mostra: “Art Déco. Il trionfo della modernità” che celebra il centenario dell’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo dell’Art Déco come stile internazionale. La mostra approfondisce la nascita, lo sviluppo e la diffusione di questo fenomeno estetico che ha ridefinito il concetto di eleganza e modernità tra gli anni Venti e Trenta.
L’Art Déco fu un linguaggio artistico nato dalla volontà di superare il trauma della Prima Guerra Mondiale attraverso un’idea di lusso, raffinatezza e progresso. Questo stile trovò applicazione in architettura, arti decorative, moda, design e cultura urbana, influenzando profondamente il mondo occidentale per oltre un decennio. Il percorso espositivo della mostra milanese racconta la genesi di questa corrente artistica, le sue declinazioni nei diversi paesi e il suo impatto sulla società dell’epoca.
Le origini
La prima parte della mostra esplora le radici dell’Art Déco attraverso opere di artisti che, tra il 1910 e il 1920, iniziarono a sviluppare un linguaggio decorativo innovativo. Il dialogo con il simbolismo, il liberty e le Secessioni mitteleuropee contribuì a definire nuove estetiche, visibili nelle opere di Mario Cavaglieri, Galileo Chini, Vittorio Zecchin e Adolfo Wildt.
Le Biennali Internazionali di Monza e l’Exposition di Parigi del 1925
Uno spazio significativo è dedicato alle Biennali Internazionali delle Arti Decorative Moderne di Monza, organizzate tra il 1923 e il 1930, che segnarono l’ascesa dell’Art Déco italiano con artisti come Gio Ponti, Tomaso Buzzi e Vittorio Zecchin. Parallelamente, la sezione dedicata all’Exposition des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi racconta il ruolo della Francia come guida dello stile déco e il successo degli artisti italiani che vi parteciparono con opere premiate, come le ceramiche di Gio Ponti e i vetri di Zecchin.
Le diverse declinazioni dell’Art Déco
La mostra indaga anche le varie anime dello stile déco. Da un lato, l’opulenza della tradizione francese, rappresentata dagli ebanisti Jules Leleu ed Émile Ruhlmann, dalle ceramiche di Sèvres e dai disegni di Erté. Dall’altro, la declinazione italiana, che coniugò raffinatezza e innovazione industriale, definendo un’identità distintiva che avrebbe influenzato il design del Novecento.
Un’intera sezione è dedicata alla moda degli anni Venti, con abiti, accessori e gioielli che riflettono l’immagine della donna moderna, emancipata e dinamica. Gli abiti perdono le strutture rigide dell’Ottocento, mentre il corpo femminile si trasforma in una silhouette più androgina e scattante.
L’influenza degli esotismi
Un aspetto affascinante dell’Art Déco è il suo dialogo con le culture esotiche. La mostra analizza la fascinazione per Africa, Oriente e mondo classico, attraverso opere ispirate alla natura selvaggia e all’immaginario coloniale. Tra gli esempi esposti, la scultura animalier di Sirio Tofanari, le ceramiche di Francesco Nonni e le creazioni ispirate alla danza di Josephine Baker.
Anche il Vittoriale degli Italiani di Gabriele d’Annunzio è rappresentato, con un focus sul suo immaginario decorativo ispirato all’esotismo e al mito.
Il trionfo e la fine dell’Art Déco
La parte conclusiva della mostra illustra il passaggio dall’Art Déco allo stile Novecento, che negli anni Trenta sostituì l’eleganza leggera del déco con un’estetica più monumentale e imponente. L’ultima sezione è dedicata alla Wunderkammer déco, con oggetti rari e preziosi, tra cui i vetri di Vittorio Zecchin e Alfredo Ravasco, che simboleggiano la straordinaria maestria degli artigiani dell’epoca.
Che fascino!
L’allestimento della mostra immerge il visitatore nelle atmosfere degli anni Venti grazie a installazioni multimediali, fotografie d’archivio, manifesti pubblicitari e spezzoni cinematografici. E restituisce sensazioni di grandissima eleganza, fascino, e, a distanza di quasi un secolo, una immutata modernità.
Un’attenzione particolare è riservata al ruolo di Milano come centro nevralgico della modernità italiana, con un approfondimento sul Padiglione Reale della Stazione Centrale, considerato un capolavoro dell’architettura Art Déco.
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Mostra Art Déco. Il trionfo della modernità
Quando: Dal 27 febbraio al 29 giugno
Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Sito ufficiale: www.palazzorealemilano.it | www.mostraartdeco.it
Ingresso: Intero 15 € | Ridotto 10-13 € | Ridotto speciale 6 €
Biglietti qui: www.ticket24ore.it
Orari: Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10.00 – 19.30 – Giovedì: 10.00 – 22.30 – Lunedì: chiuso
Telefono: +39 02 54912 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00)
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