L’Eroica di Beethoven tiene banco nella settimana della Sinfonica
L’Eroica e il Concerto per oboe di Strauss
l’alfa e l’omega della cultura tedesca tra Otto e Novecento
Venerdì 10 maggio 2024 ore 20
Domenica 12 maggio 2024 ore 16
Auditorium di Milano
Largo Mahler
Intero: 40 € in platea, 30 € in galleria. Over 60 e Convenzioni: 30 € (platea), 22 € (galleria). Under 30 e Sostenitori: 20 € (platea), 15 € (galleria).
Orari biglietteria Auditorium di Milano: Martedì-Domenica, 10 – 19.
02 83389.401
biglietteria@sinfonicadimilano.org
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Beethoven, figura titanica della storia della musica, è stato spesso considerato un veicolo attraverso il quale l’inesprimibile si manifesta nell’arte. Richard Wagner, riconoscendo la grandezza della sua Terza Sinfonia, affermò che solo con il linguaggio musicale di Beethoven era possibile comunicare l’indicibile. È proprio questa capacità di esprimere le emozioni umane più profonde e universali che rende la musica di Beethoven così potente e significativa.
Il 10 maggio alle ore 20 e il 12 maggio alle ore 16, l’Auditorium ospiterà un concerto spettacolare: l’esecuzione dell’ “Eroica” di Beethoven, diretta da Claus Peter Flor, Direttore Emerito dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Questo capolavoro sinfonico, una delle opere più celebrate del repertorio classico, incarna i più alti valori morali dell’umanità. Nelle sue immense dimensioni, sembra quasi un compendio delle emozioni umane, trasmettendo un messaggio di forza, coraggio e nobiltà d’animo.
L'”Eroica”, non è solo un omaggio a un eroe militare, come si potrebbe erroneamente pensare. Come ci ricorda Wagner, l’attributo “eroica” va inteso in un senso molto più ampio, riferendosi all’uomo completo che possiede tutte le sensazioni umane – amore, dolore, energia – nella loro massima pienezza e potenza. Beethoven inizialmente dedicò questa sinfonia a Napoleone, idealizzandolo come un simbolo di libertà e rivoluzione. Tuttavia, quando Bonaparte tradì gli ideali della rivoluzione francese, Beethoven ritirò la dedica, ma mantenne il titolo di “Eroica”. Questa decisione sottolinea la vastità e la profondità della composizione, che va oltre la mera celebrazione di un eroe storico per abbracciare l’essenza stessa dell’umanità.
La Terza non solo segna un punto di svolta nella storia della musica, ma ha anche influenzato generazioni di compositori successivi, stabilendo un nuovo paradigma nel sinfonismo tedesco. Da Schumann a Bruckner, l’eredità di Beethoven si estende attraverso il tempo e lo spazio, continuando a ispirare e affascinare gli ascoltatori di oggi.
Accanto a questo capolavoro, il programma presenta il Concerto per Oboe e Piccola Orchestra di Richard Strauss, con Luca Stocco come solista. Questo concerto, scritto nel 1946, rappresenta una delle ultime opere del compositore tedesco e testimonia il suo riconoscimento del declino della cultura tedesca dopo la seconda guerra mondiale. Il brano è noto per la sua complessità tecnica, che sfida persino i più virtuosi oboisti. Luca Stocco, primo oboe dell’Orchestra Sinfonica di Milano, descrive il concerto come un vero punto di arrivo per ogni oboista, offrendo una sfida tecnica estrema insieme a una bellezza e profondità emotiva straordinarie.
La genesi di questo concerto è avvolta in una certa aura di mistero e leggenda, con alcune fonti che suggeriscono che sia stato commissionato da John De Lancie, oboista americano della Philadelphia Orchestra, dopo un incontro con Strauss. La storia di questo incontro aggiunge un ulteriore strato di significato al concerto, simboleggiando la rinascita della cultura europea dopo la devastazione della guerra.
Nella foto di Angelica Concari, Claus Peter Flor e l’Orchestra Sinfonica di Milano.
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