Milano è una città che non finisce mai di stupire. E di rivelare parti sconosciute (o quasi) ai suoi stessi cittadini. All’inizio di corso Garibaldi (di fronte a quello che fu il Trottoir, per capirci) sorge la Fondazione Adolfo Pini, un nuovo luogo di bellezza e cultura da scoprire.
Nata nel 1991 per volontà di Adolfo Pini (1920-1986), la Fondazione custodisce l’eredità artistica dello zio, il pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), e promuove iniziative rivolte ai giovani artisti, oltre a valorizzare la memoria dello stesso Pini, uomo di scienza ma anche scrittore, compositore e appassionato d’arte.

E parliamo di un luogo che merita una visita. Perché la Fondazione occupa il primo piano di una palazzina ottocentesca in corso Garibaldi 2. Qui, dove un tempo vivevano e lavoravano Bongiovanni Radice e Pini, si respira ancora l’atmosfera elegante e colta di una dimora borghese del primo Novecento. Le sale, arredate con mobili d’epoca, ceramiche, tappeti, orologi e oggetti d’arte, ospitano oltre 40 opere di Bongiovanni Radice realizzate nell’arco di cinquant’anni. Un percorso che racconta l’evoluzione del linguaggio pittorico dell’artista, tra influenze francesi, sperimentazioni e un dialogo costante con la tradizione italiana.

L’edificio stesso, con la corte interna e i porticati, testimonia l’architettura della Milano di inizio ’900. La recente campagna di restauro (2022-2023) ha riportato alla luce antichi decori, pavimenti e soffitti lignei, e ha permesso di adeguare la struttura ai moderni standard di sicurezza e accessibilità, mantenendo intatta la sua anima storica.
L’allestimento attuale curato da Silvia Bolamperti è concepito come una living gallery: non un museo tradizionale, ma una casa in cui arte e vita quotidiana si intrecciano. L’appartamento conserva l’atmosfera familiare che caratterizzava la residenza di Adolfo Pini e dello zio. Eleganza, bellezza, ma anche praticità: ci vivevano. Oggi quadri, sculture, vasellame e tessuti convivono armoniosamente, offrendo al visitatore uno sguardo sul gusto collezionistico di una famiglia colta e illuminata. E un’idea di bellezza che appunto a Milano un tempo era comune in certi ambienti (ora chissà).
Il Pini Art Prize
Accanto alla tutela della memoria storica, la Fondazione guarda al presente e al futuro con iniziative come il Pini Art Prize, dedicato ai giovani artisti under 35. Il premio si apre non solo alle arti visive, ma anche alla poesia contemporanea, alla storia e alla critica dell’arte, e promuove il dialogo tra discipline e sostenendo la ricerca creativa.
Un patrimonio vivo
La Fondazione non è solo custode delle opere di Bongiovanni Radice, ma un luogo dinamico, che propone studi, mostre temporanee e attività culturali. Le visite sono gratuite e guidate, disponibili in italiano, inglese e francese (durata 45 minuti), su prenotazione obbligatoria. L’ingresso avviene dal lunedì al venerdì, con orario 10-13 e 15-18 (ultimo ingresso alle 17).
Adolfo Pini: scienziato e mecenate
Nato a Milano nel 1920, Adolfo Pini cresce in un ambiente stimolante e cosmopolita. Laureato in medicina e fisica, è docente di fisiologia, ma coltiva anche una profonda passione per la musica, la letteratura e l’arte. Uomo brillante e mondano, frequenta ambienti culturali internazionali, soggiornando tra Parigi, Londra e Saint-Tropez.
Negli anni ’80 pubblica i romanzi Grigio su Grigio e una raccolta di poesie intitolata I sogni. Alla sua morte, nel 1986, lascia un’importante eredità destinata alla Fondazione che oggi porta il suo nome, con lo scopo di promuovere l’arte e sostenere i giovani talenti.
Renzo Bongiovanni Radice: arte e riservatezza
Renzo Bongiovanni Radice, nato nel 1899 a Palazzolo Milanese, fu pittore raffinato e riservato. Allievo di Attilio Andreoli all’Accademia di Brera, esordì alla Biennale di Brera del 1925 e alla Biennale di Venezia del 1928. Frequentò Parigi negli anni Trenta, approfondendo la pittura moderna, senza mai abbracciare completamente le avanguardie.
Il suo studio di corso Garibaldi 2, dove lavorò in solitudine, divenne punto di riferimento per il nipote Adolfo, con cui intrattenne un intenso dialogo intellettuale. Le sue opere, oggi cuore della collezione della Fondazione, spaziano dai paesaggi alle figure, con una costante attenzione alla luce e alla materia. Lo studio è stato ricostruito in una sala della Fondazione, nella sezione ora visitabile.
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Fondazione Adolfo Pini
Indirizzo: Corso Garibaldi 2, 20121 Milano
Sito ufficiale: https://fondazionepini.it
Ingresso: libero con prenotazione obbligatoria qui
Orari:
Lunedì – Venerdì: 10.00 – 13.00 | 15.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
Sabato e domenica: chiuso
Email: info@fondazionepini.it
Telefono: 02 874502
Ove non indicato le foto sono di Pierluigi Nava e Paolo Gavazzi










