Gibellina (TP) diventa Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea

Gibellina (TP) è una città unica nel panorama italiano: distrutta dal terremoto del 1968, è stata ricostruita affidando all’arte e all’architettura un ruolo centrale. Sculture, edifici visionari e interventi contemporanei ne hanno fatto un laboratorio urbano permanente, dove memoria, sperimentazione e paesaggio dialogano dando forma a un’idea di comunità fondata sulla cultura.

La Chiesa Madre, arch. Ludovico Quaroni – ph. A Repetto – Courtesy Fondazione Orestiadi

Nel 2026 Gibellina diventa un grande laboratorio a cielo aperto per l’arte contemporanea. Con il titolo Portami il futuro, la città siciliana sta per vivere un intero anno un programma diffuso che intreccia mostre, installazioni, performance, residenze d’artista, musica e pratiche partecipative, trasformando spazi urbani, architetture simboliche e luoghi della memoria in dispositivi culturali attivi.

Adrian Paci, The Bell tolls upon the waves. Installation view at Teatro di Pietro Consagra, Gibellina. Courtesy Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Il cuore del progetto è l’idea di un’arte “presente”, capace di abitare la città e dialogare con la sua storia. Gibellina, ricostruita dopo il terremoto del 1968 affidando agli artisti un ruolo centrale, rinnova quella visione: l’arte non come evento isolato, ma come strumento di relazione, cura e costruzione collettiva. Nel corso dell’anno, il MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, la Fondazione Orestiadi, il Teatro di Pietro Consagra, la Chiesa di Gesù e Maria e numerosi spazi pubblici diventeranno sedi di progetti espositivi e interventi site-specific.

Il celeberrimo “cretto” di Alberto Burri

Le mostre inaugurali danno il tono all’intero programma: dal dialogo visivo e sonoro sul Mediterraneo firmato da MASBEDO e Adrian Paci, alle opere di cinque protagoniste dell’arte italiana – Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo – che raccontano il legame profondo tra creazione artistica e comunità. Accanto alle grandi figure storiche, ampio spazio è riservato alle nuove generazioni siciliane, con progetti che riflettono su identità, territorio e memoria.

Non solo arti visive: concerti, azioni performative e momenti collettivi animano piazze e luoghi simbolici, restituendo a Gibellina una dimensione di festa condivisa. Nel 2026 la città non ospita semplicemente eventi, ma sperimenta un modo diverso di vivere l’arte: come pratica quotidiana, aperta, inclusiva, capace di immaginare il futuro partendo dai luoghi e dalle persone che li abitano.

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Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
Sito ufficiale
https://www.gibellina2026.it

La Chiesa di Gesù e Maria, arch. Nanda Vigo

Immagine in alto: Montagna di Sale, Mimmo Paladino