Tessuti dismessi, frammenti e scarti diventano superfici in cui restano le tracce di ciò che spesso scompare in fretta dalle notizie. I Diari del Cigno Nero, personale di Florencia Martinez alla Gilda Contemporary Art di via San Maurilio affronta guerre, migrazioni e violenza attraverso la fiber art. La mostra in cartello fino al 24 novembre, nasce da un lavoro di ricerca durato quasi un anno e mezzo.
Il titolo richiama il «cigno nero», l’evento imprevedibile che cambia il corso della storia. I diari dell’artista ne raccolgono invece le conseguenze sulle persone e sulla memoria collettiva. Il percorso si apre con Bulldozing: grandi opere tessili costruite stratificando e cucendo materiali di recupero. I loro colori terrosi evocano paesaggi demoliti e ricostruiti.
Un’installazione dedicata alla vulnerabilità dei bambini nei conflitti mette poi il visitatore davanti a una domanda difficile: quanto ci siamo abituati alle immagini della sofferenza? La serie Palazzi di cristallo sembra offrire una pausa più luminosa, ma dietro la sua superficie compaiono storie di famiglie in cammino e vite sospese.
Nata in Argentina e attiva in Italia, Martinez usa qui il tessuto come un archivio: le cuciture tengono insieme frammenti senza nascondere le lacerazioni. Verso la fine della mostra sarà presentato anche un nucleo di fotografie a infrarossi, pensato come prosecuzione del percorso.
I Diari del Cigno Nero è visitabile in via San Maurilio 14, dal mercoledì al sabato, dalle 10.30 alle 19.30, oppure su appuntamento.









