La Certosa di Pavia apre una nuova porta sui propri tesori. Dal 3 ottobre la spettacolare biblioteca entra nel percorso di visita del complesso monumentale e presenta ben tredici grandi opere miniate, restituite al pubblico dopo un intervento di studio e restauro avviato nel 2025. Un motivo in più per scoprire uno dei monumenti più affascinanti della Lombardia.
Fondata nel 1396 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, la Certosa unisce forme tardogotiche e splendore rinascimentale. La facciata, fitta di sculture e rilievi, è un racconto scolpito nella pietra; la chiesa, i chiostri e le opere conservate nel museo testimoniano l’ambizione dei duchi di Milano e la qualità degli artisti coinvolti. Un luogo in cui la bellezza nasce dal dialogo tra architettura, pittura, scultura e vita monastica.

A questa storia appartengono le opere ora esposte. Si tratta di corali, gli unici volumi dell’originaria biblioteca ancora conservati alla Certosa. Alti circa 90 centimetri e larghi oltre 60, contenevano i canti della messa per l’intero anno liturgico.
Realizzati tra la fine del Quattrocento e gli anni Settanta del Cinquecento, furono impreziositi dalle miniature di Evangelista della Croce, Guarnerio Berretta da Pavia e Benedetto da Bergamo.
Anche il loro viaggio racconta una parte della storia europea: dopo la soppressione del monastero passarono alla Biblioteca Braidense e poi a Parigi nel 1786. Tornati a Milano dopo la caduta di Napoleone, rientrarono alla Certosa nel 1883 grazie allo storico Carlo Magenta.
Il restauro, promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e affidato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, permette ora di ammirarli nell’antica biblioteca, ospitata dal Seicento nell’ex infermeria tra i due chiostri. Per proteggerli saranno esposti a rotazione, su pagine diverse e con illuminazione controllata. La visita è inclusa nel biglietto del complesso. Il 3 ottobre alle 10, nella Sala Cartusiana, un convegno presenta il progetto: partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria.





