C’è uno sguardo che ha raccontato Milano, le sue trasformazioni, le sue contraddizioni e le sue battaglie sociali. Uno sguardo capace di entrare nei luoghi più scomodi della realtà e, allo stesso tempo, di indagare la memoria privata. È quello di Carla Cerati, protagonista della grande mostra antologica Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026, ospitata a Palazzo Reale dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.
Nel centenario della nascita della fotografa e scrittrice bergamasca, l’esposizione riunisce oltre 200 fotografie insieme a libri, documenti d’archivio e contributi video, offrendo un viaggio completo attraverso una delle voci più rilevanti della cultura italiana del secondo Novecento.
Chi era Carla Cerati
Nata a Bergamo (1926 – è scomparsa dieci anni fa esatti) ma milanese d’adozione, Carla Cerati ha raccontato la città dagli anni della ricostruzione al boom economico, dalle contestazioni studentesche alle prime manifestazioni femministe. Nei suoi scatti prendono forma quartieri che cambiano, lotte operaie, protagonisti della scena culturale e teatrale italiana, rivelando una straordinaria capacità di osservare il presente senza mai smettere di interrogarlo.
Tra i momenti più intensi del percorso spicca Morire di Classe, il celebre reportage realizzato con Gianni Berengo Gardin negli ospedali psichiatrici italiani, un lavoro che contribuì a portare all’attenzione pubblica una realtà rimasta troppo a lungo nascosta. Immagini potenti, ancora oggi capaci di colpire per la loro forza documentaria e per il rispetto riservato alle persone ritratte.
Il titolo della mostra richiama la natura stessa dell’autrice: fotografa e scrittrice, testimone della storia collettiva e narratrice della propria esperienza personale. Dieci sale, con installazioni immersive, proiezioni e gigantografie, accompagnano il visitatore in un racconto che unisce immagine e parola, memoria e attualità.
Plurale femminile è l’occasione per riscoprire un’artista che ha trasformato la fotografia in uno strumento di conoscenza e partecipazione civile. Un’occasione da non perdere, raccomandata da Chebello.








