Un piatto abbandonato, un mazzo di fiori appassiti, avanzi di cibo, animali e oggetti quotidiani: sembrano veri, ma sono tutti modellati e dipinti in ceramica. Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi ospita Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, la più ampia mostra mai dedicata in città al duo artistico fondato nel 1980 da Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni (che è mancato tre anni fa). Non è però la loro prima personale milanese: il precedente risale al 2008, al Castello Sforzesco. Ma questa è una grande mostra: da non perdere!

A un primo sguardo, alcune composizioni possono sembrare nature morte, resti di pasti, fiori, animali o oggetti quotidiani. In realtà ogni dettaglio è modellato e dipinto in ceramica con straordinaria precisione. Dietro la meraviglia tecnica emerge una riflessione sul tempo: ciò che normalmente appassisce, si consuma o viene gettato acquista una forma destinata a durare.
Il titolo Eterne e fragili presenze nasce proprio da questa contraddizione. La ceramica è delicata, ma può attraversare i secoli; le opere rappresentano invece cose deperibili, scarti e tracce della vita quotidiana. Il percorso richiama l’antico tema della vanitas (la caducità della vita – il passare del tempo) aggiornandolo al presente e mettendo a confronto bellezza e decadenza, abbondanza e rifiuto, memoria e trasformazione.
Una eccellente occasione per conoscere meglio l’arte di questa coppia di scultori romagnoli che hanno lavorato insieme per oltre 40 anni. Ora, dopo la prematura scomparsa di Stefano Casoni, è Paolo Bertozzi, con i suoi collaboratori a portare avanti il nome “della ditta”.
Che presto (si parla di febbraio) verrà omaggiata di un museo tutto dedicato alle loro ceramiche proprio nello loro città natale, Imola. E sarà un’altra ottima occasione per tornarci, a Imola!
Tutte le immagini di questa pagina sono di Carlo Casella tranne questa, di Paolo Gavazzi





