Il Rinascimento fra bellezza e bruttezza! Alle Gallerie d’Italia

Il Rinascimento fra bellezza e bruttezza! Alle Gallerie d’Italia

Che cosa rende bello un volto? E quando una deformazione, un difetto o un’espressione grottesca possono diventare arte? Fino al 18 ottobre, le Gallerie d’Italia di piazza della Scala affrontano questi interrogativi con la mostra “Bellezza e bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento”, curata da Chiara Rabbi Bernard e realizzata in collaborazione con il Bozar-Centre for Fine Arts di Bruxelles.

Il percorso esplora il rapporto fra due categorie solo apparentemente opposte, seguendone l’evoluzione tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. Nel primo Rinascimento la bellezza coincide soprattutto con l’armonia, la proporzione matematica e i modelli ereditati dall’antichità classica. Il brutto rappresenta invece una deviazione da quei canoni, ma permette anche agli artisti di osservare e riprodurre la natura con maggiore realismo, senza correggerne difetti e irregolarità.

ID-163_Floris-il-Vecchio_Pomona-300x254 Il Rinascimento fra bellezza e bruttezza! Alle Gallerie d'Italia
Frans de Vriendt – Frans Floris, Pomona, 1565. Olio su tela. Stoccolma, The Hallwyl Museum.

Nel corso del Cinquecento cambia però il modo di intendere l’arte. L’artista non deve più limitarsi a imitare fedelmente ciò che vede: può trasformarlo, esasperarlo e persino deformarlo. Nascono così immagini nelle quali il mostruoso, il grottesco e la caricatura acquistano una propria forza espressiva, fino a generare quella che sarà definita una “bella bruttezza”.

Attraverso opere di Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer, Cranach e altri importanti maestri, la mostra mette a confronto il Rinascimento italiano con quello nord-europeo, in particolare fiammingo. Ritratti realistici, figure ideali, muse, mostri e prodigi accompagnano il visitatore in un viaggio fra gusti e stili differenti. Il risultato è una riflessione ancora attuale: nell’arte anche ciò che appare imperfetto, sgradevole o bizzarro può diventare bello, se rappresentato con intelligenza e talento. All’argomento Umberto Eco dedicò due libri gemelli: Storia della bellezza (https://www.bompiani.it/catalogo/storia-della-bellezza-9788845298318) e Storia della bruttezza.

 

ID-177_Verbeeck_Giullare-che-si-guarda-tra-le-dita-220x300 Il Rinascimento fra bellezza e bruttezza! Alle Gallerie d'Italia
Maestro del 1537 (Paesi Bassi), Folle che guarda attraverso le dita, 1548 circa. Olio su tavola. Anversa © The Phoebus Foundation

 

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Mostra Bellezza e bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento
Quando
Fino al 18 ottobre 2026
Dove
Gallerie d’Italia – Milano
Piazza della Scala 6, Milano
Ingresso
Intero: 12 euro – Ridotto: 10 euro per over 65 e gruppi superiori a 15 persone
Ridotto speciale: 6 euro per i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo
Gratuito: under 26, scolaresche, dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo e altre categorie convenzionate
Orari
Da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19
Ultimo ingresso alle 18
Lunedì chiuso
Email
milano@gallerieditalia.com
Telefono
800 167 619
Link utili:
Pagina ufficiale della mostra
Acquisto dei biglietti
Orari e informazioni per la visita
Gallerie d’Italia – Milano
Umberto Eco Storia della bruttezza
Umberto Eco Storia della bellezza

 

 

Immagine in alto: Lucas Cranach il Vecchio, La coppia mal assortita, 1537-1540. Olio su tavola, 87,5 × 59 cm. Tbilisi, Museo Nazionale Georgiano (Museo di Belle Arti Shalva Amiranashvili). © Georgian National Museum / Fernando Javier Urquijo

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