Il film finisce, ma l’incontro continua: con chi lo ha immaginato, scritto e diretto. Dal 4 al 10 ottobre le sale Anteo di Milano ospitano tre proiezioni con i registi in sala, occasioni per discutere le storie appena viste e scoprire qualcosa del lavoro dietro lo schermo. In programma Nicolas Winding Refn, Gianni Amelio e la coppia Roan Johnson–Davide Pavanello, accompagnata da alcuni interpreti.
Si comincia domenica 4 ottobre alle 10 al CityLife Anteo con Her Private Hell, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Nicolas Winding Refn incontra il pubblico al termine della proiezione. A dieci anni da The Neon Demon, il regista torna al lungometraggio con una storia ambientata in una metropoli futuristica, invasa da una nebbia che nasconde una presenza letale. Una giovane donna cerca il padre scomparso e incrocia il cammino di un soldato americano deciso a salvare la figlia. Un universo oscuro nel quale la ricerca dei propri cari si intreccia con l’incubo. Biglietti qui
Mercoledì 7 ottobre alle 19.30, all’Anteo Palazzo del Cinema, arriva Nessun dolore, seguito dall’incontro con Gianni Amelio. Il regista riprende le domande sull’accoglienza e sull’immigrazione che attraversavano Lamerica, spostandole nella vita di Davide, un trentenne che vende libri usati in una piazza romana. Interpretato da Alessandro Borghi, il protagonista si ritrova improvvisamente accanto un bambino arrivato dal Nord Africa. Un incidente trasforma quell’incontro in un’odissea. Nel cast anche Valeria Golino, nei panni di Elsa, cliente e affettuosa complice del libraio. Biglietti qui
Sabato 10 ottobre alle 12, sempre all’Anteo Palazzo del Cinema, è il turno di Rider. Dopo il film intervengono i registi Roan Johnson e Davide Pavanello, gli attori Lorenzo Aloi e Kaze e il rapper Axos. Al centro c’è Sami, un fattorino che attraversa Milano in bicicletta. Una consegna di sushi in una villa, la notte di Capodanno, gli apre le porte di una festa e di un possibile amore. Poi una scelta impulsiva cambia tutto. Tra rap e recitazione, la musica diventa parte del racconto: una storia di desideri, responsabilità e distanze sociali nella città.
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