Un’isola vicinissima e impossibile da raggiungere, una nave piena di segreti, il mare come spazio dell’avventura e della conoscenza. Dal 2 ottobre al 10 gennaio 2027 la Biblioteca Braidense dedica a Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa, la mostra gratuita «L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere».
Curata da Carlotta Eco, Riccardo Fedriga e Marina Zetti, l’esposizione parte dal romanzo pubblicato nel 1994 per accompagnare il pubblico nel Seicento, tra letteratura, scienza e navigazione. Al centro c’è Roberto de la Grive, giovane nobile piemontese che sopravvive a un naufragio e trova rifugio sulla Daphne, un’imbarcazione apparentemente abbandonata. Davanti a lui un’isola misteriosa: non sa nuotare e non può raggiungerla. L’attesa diventa occasione per esplorare, ricordare e interrogarsi sul mondo.

Abraham Ortelius, Theatrum orbis terrarum opus…, Antuerpiae, auctoris aere & cura impressum absolutumque apud Aegidium Radaeum Gandensem, 1575.
Il percorso presenta 70 volumi, immagini originali e fogli manoscritti con disegni, annotazioni e riflessioni sulla stesura del libro. I materiali provengono dalla collezione di libri antichi di Eco, conservata alla Braidense, e dai fondi della biblioteca: un modo per entrare nel laboratorio dello scrittore e scoprire le letture che alimentavano la sua immaginazione.
Accanto ai libri si incontrano strumenti citati nel romanzo: un quadrante del 1686, una bussola nautica settecentesca, un anello astronomico utilizzato come orologio solare e una replica del telescopio di Galileo. Suoni, visioni e luci invitano a ripercorrere le esperienze del protagonista.
Non è tutto. Per le famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni, «Il viaggio delle meraviglie» propone visite e laboratori tra mappe, macchine fantastiche e creature immaginarie, per costruire insieme una piccola camera delle meraviglie. Cinque appuntamenti, dalle 10 alle 12: 17 e 31 ottobre, 14 e 28 novembre, 12 dicembre.

Immagine in alto: Ulisse Aldrovandi, Monstrorum historia. Cum Paralipomenis historiae omnium animalium. Bononiae, typis Nicolai Tebaldini [i.e. Giovanni Battista Ferroni], 1642 [1657].




