A Rovigo, Cartier-Bresson nei suoi viaggi italiani
Fino al 26 gennaio, Palazzo Roverella a Rovigo ospiterà la più importante mostra monografica italiana dedicata a Henri Cartier-Bresson, focalizzata sul profondo legame tra il celeberrimo fotografo francese e l’Italia.
Attraverso circa 200 fotografie e numerosi documenti come giornali, riviste, volumi e lettere, la mostra segue le tappe di un legame iniziato negli anni Trenta e proseguito fino a quando Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia negli anni Settanta.
L’allestimento è cronologico, cominciando dal primo viaggio italiano del fotografo, avvenuto nei primi anni Trenta. In compagnia dell’amico poeta André Pieyre de Mandiargues e della pittrice Leonor Fini, Cartier-Bresson, che aveva da poco abbandonato la pittura per la fotografia, scattò alcune delle immagini più celebri del suo repertorio, tutte presenti nella sezione inaugurale della mostra.
Il secondo viaggio risale agli anni Cinquanta, in cui Cartier-Bresson visitò l’Abruzzo e la Lucania, allora considerate regioni di grande interesse sociologico e culturale. Le sue fotografie di questi luoghi riflettono la tensione tra tradizione e modernità, povertà e cambiamento. Centrale nella narrazione visiva è la figura di Carlo Levi, riferimento per molti fotografi che esplorarono il Sud d’Italia, tra cui Matera e Scanno. Gli scatti di Cartier-Bresson, insieme a quelli di altri fotografi come Giacomelli, contribuirono a rendere celebri questi luoghi. Particolarmente significative sono le immagini delle distribuzioni di terre, evento cruciale nella storia recente del Paese.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, ormai considerato una leggenda vivente della fotografia, Cartier-Bresson tornò più volte in Italia per realizzare servizi per riviste come “Holiday” e “Harper’s Bazaar”. I suoi scatti catturano la vita nelle grandi città italiane come Roma, Napoli e Venezia, così come in luoghi più remoti come Ischia e la Sardegna, offrendo uno spaccato degli usi e costumi locali. Le immagini romane, in particolare, ritraggono un’Italia non ancora influenzata dalla cultura americana, e alcune furono incluse nel libro “Les Européens” (1955), un’opera che documenta la rinascita dell’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La parte conclusiva della mostra si concentra sugli anni Settanta, con scatti che documentano il ritorno di Cartier-Bresson a Matera e il suo sguardo sulle trasformazioni sociali ed economiche del luogo. Le fotografie rivelano il contrasto tra modernità e tradizione, mentre una nuova attenzione viene rivolta al mondo del lavoro industriale, con immagini scattate presso Olivetti e Alfa Romeo, simboli del boom economico italiano.
Le opere esposte, tutte vintage, provengono dalla Fondation Cartier-Bresson. La mostra è arricchita da testi esplicativi in ogni sala e accompagnata da un catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, che include tutte le opere e saggi dei curatori, oltre a un contributo di Carmela Biscaglia, dedicato al rapporto speciale tra Cartier-Bresson e la Basilicata.
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Mostra Henri Cartier-Bresson e l’Italia
Fino al 26 gennaio 2025
Palazzo Roverella
Via Giuseppe Laurenti, 8/10, Rovigo
0425 460093
www.palazzoroverella.com
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