A cinquant’anni dalla morte di Man Ray, la Fondazione Magnani-Rocca di Traversetolo (Parma) presenta la più completa retrospettiva mai dedicata in Italia all’artista americano. L’esposizione battezzata “Man Ray: tutto”, aperta dal 12 settembre al 13 dicembre 2026 nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo, riunisce oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, sculture, oggetti, grafiche, libri e film.
Il titolo chiarisce l’obiettivo: raccontare Man Ray senza separare le diverse forme della sua ricerca. Nato a Philadelphia nel 1890 e trasferitosi a Parigi nel 1921, l’artista attraversò Dada e Surrealismo, sperimentando continuamente tecniche e linguaggi. Fotografo delle avanguardie parigine, fu anche pittore, regista, designer e autore di oggetti capaci di trasformare materiali quotidiani in immagini spiazzanti.
Il percorso comprende fotografie diventate icone del Novecento, come Le Violon d’Ingres, con Kiki de Montparnasse (sotto) trasformata in uno strumento musicale, Lacrime, Noire et Blanche e i ritratti di Lee Miller e Nusch Éluard. Accanto alle solarizzazioni e ai rayographs trovano spazio celebri ready-made come Cadeau, il ferro da stiro munito di chiodi, e L’oggetto indistruttibile, il metronomo con l’occhio di Lee Miller.

La mostra documenta anche il rapporto con Marcel Duchamp, le esperienze nella moda, la grafica e il cinema d’avanguardia. Tra i dipinti spicca À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux, nel quale le labbra di Lee Miller appaiono sospese nel cielo di Parigi.
Il bello della mostra è che permette di ammirare contemporaneamente la collezione permanente della Villa, che comprende opere di Tiziano, Goya, Monet, Renoir, Cézanne, Morandi e numerosi altri maestri. Un incontro tra mondi diversi, uniti dalla libertà con cui Man Ray ha attraversato l’arte del suo tempo.
Un’escursione da programmare senza pensarci troppo.
Immagine in alto:
Man Ray, Studio per la copertina di Photographs, 1920 – Parigi 1934, 1933 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE



