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Un festival di solidarietà e spettacolo nel nome del pane

Un festival di solidarietà e spettacolo nel nome del pane

Le Parole del pane festival
Giovedì 30 e venerdì 31 maggio 2024
Giardino IBVA
Via Santa Croce, 15
02/49524600
segreteria@ibva.it
www.ibva.it
L’ingresso agli eventi è gratuito, ma è consigliata la prenotazione qui. I

 

Il pane non è solo ciò che si mangia. È il simbolo dell’uomo che lo crea, della diversità dei popoli che lo producono, del coraggio delle persone che partono per cercarlo, della comunità che esso aggrega attorno a sé, della solidarietà quando lo si divide. Lo sanno bene alla Fondazione IBVA, ente gestore di Panificando, un forno sociale situato nel cuore di Milano, in via Santa Croce 15. Qui, ogni giorno, volontari panificatori producono pane fresco e fragrante che viene donato alle famiglie bisognose.

Alla IBVA, il pane non è solo cibo, ma un simbolo di unità e solidarietà. La Fondazione gestisce due social market, appartamenti per famiglie in emergenza abitativa, una scuola d’italiano e un centro contro la dispersione scolastica. Tuttavia, il gesto di dare il pane a chi ne ha bisogno rappresenta il minimo denominatore di tutte le loro attività, l’unità di misura dell’agire solidale. Da questa filosofia nasce l’idea di un festival dedicato al pane.

Il 30 e 31 maggio, nello splendido giardino della IBVA, all’ombra della basilica di Sant’Eustorgio, si terrà il “Le Parole del Pane Festival” con un programma ricco di workshop, talk, spettacoli e musica, non solo per parlare di pane, ma per esplorare i significati a cui il pane rimanda. Sette sono le parole chiave di questa edizione: mani, braccia, strade, immagini, gusto, volti, legni. Ciascuna di queste parole è associata a un evento specifico così da creare un programma variegato e coinvolgente.

La manifestazione inizia giovedì 30 maggio alle 16:30 con “Il pane degli altri: khachapuri”, un workshop curato da Tone Bread Lab per imparare a fare il tipico pane georgiano. Contemporaneamente, il laboratorio per bambini “Pronti in favola”, curato da Lyceum, esplorerà il rapporto tra cibo e fiabe. Alle 18:00, sul palco principale, gli Zarièl porteranno in scena “Le strade di polvere”, uno spettacolo di musica e parole dedicato ai popoli in viaggio.

La giornata prosegue alle 19:30 con un aperitivo a cura di Panificando, accompagnato dal dj set afrobeat di Dj Pavo. La serata si conclude alle 21:00 con “Naufraghi senza volto”, uno spettacolo di Renato Sarti e Valentina Picello tratto dal libro omonimo di Cristina Cattaneo.

Venerdì 31 maggio, il festival riprende alle 16:30 con il “Rito di panificazione collettiva”, condotto da Davide Longoni e Madre Project. Contemporaneamente, si terrà un laboratorio per bambini sul tema del viaggio. Alle 18:00, Mario Calabresi presenterà una conferenza-spettacolo basata sul suo libro “Ad occhi aperti”, raccontando le foto che hanno fatto la storia con l’ausilio di un ledwall. Alle 19:30, il momento aperitivo sarà accompagnato dal dj set di Dj Pavo. La serata culminerà alle 21:00 con una performance di Lella Costa e la Piccola Orchestra dei Popoli. Questa performance utilizzerà strumenti musicali fabbricati con il legno dei barconi di migranti giunti a Lampedusa, grazie a un progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. L’esibizione, intitolata “Memoria del legno” e basata su un testo inedito di Paolo Rumiz, sarà un omaggio ai sommersi e ai salvati.

Il “Le Parole del Pane Festival” è reso possibile grazie al supporto dei partner coinvolti: Comune di Milano, Municipio 1, Madre Project, Panificio Davide Longoni e Tone Bread Lab. Questo evento rappresenta un’occasione preziosa per i cittadini di incontrarsi, discutere e riflettere su temi quali migrazioni, diritti, frontiere, povertà, integrazione e conflitti. È un momento collettivo in cui si ridà voce a ciò che è umile, comune e condivisibile, in una parola: essenziale. Come lo è il pane, ma anche come lo sono l’incontro, l’altro, la convivenza, la convivialità, la terra e la pace.

L’ingresso agli eventi è gratuito, ma è consigliata la prenotazione qui.

 

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