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A Lugano grande mostra sulle magie di Alexander Calder

A Lugano grande mostra sulle magie di Alexander Calder

Mostra di arte contemporanea Calder. Sculpting Time
Da 5 maggio al 6 ottobre 2024
Museo d’arte della Svizzera italiana – LAC
Piazza Bernardino Luini, 6 – Lugano (Svizzera)
https://www.masilugano.ch/masi/home.html

A Lugano il Museo MASI dedica una grande monografica all’opera di Alexander Calder. La mostra, intitolata “Calder. Sculpting Time” presenta oltre 30 capolavori dell’artista, creati nel periodo che va dal 1931 al 1960, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private internazionali.

Alexander Calder, nato nel 1898 a Lawnton, Pennsylvania, e scomparso nel 1976 a New York City, è unanimemente riconosciuto come lo scultore più acclamato e influente del ventesimo secolo. Proveniente da una famiglia di artisti di formazione classica, Calder ha utilizzato il suo genio innovativo per lasciare un’impronta indelebile nel corso dell’arte moderna. Fin dagli anni venti, ha sviluppato un nuovo modo di scolpire, piegando e torcendo il filo metallico per creare figure tridimensionali nello spazio. La sua fama è legata all’invenzione del mobile, caratterizzato da elementi sospesi e astratti che si muovono e si bilanciano in un’armonia mutevole. Dagli anni cinquanta in poi, Calder ha dedicato sempre più tempo alla creazione di sculture all’aperto su larga scala, che oggi adornano le piazze pubbliche di tutto il mondo.

La mostra luganese esplora l’impatto profondo di questo artista rivoluzionario, delineando il suo sviluppo di un linguaggio formale e scultoreo caratterizzato da un’innovazione senza precedenti durante gli anni trenta e quaranta del Novecento.

La rassegna è concepita come uno spazio aperto, libero da pareti, che consente di ammirare opere che vanno dalle prime astrazioni di Calder fino a una magnifica selezione di mobiles più recenti, stabiles e standing mobiles di varie dimensioni. Inoltre, sarà presentata una selezione di “constellations”, le sculture realizzate in legno e filo metallico nel 1943.

Calder si inserì nell’avanguardia parigina poco dopo essersi trasferito nella capitale francese nel 1926. Durante questo periodo, creò il suo rivoluzionario “Cirque Calder” e ampliò la sua invenzione di ritratti in filo metallico, totalmente privi di massa. Il 1930 segnò una svolta importante nella sua produzione, con le prime sculture non oggettive, che egli descrisse come “densités”, “sphériques”, “arcs” e “mouvements arrêtés”. Tra queste opere spicca lo stabile “Croisière”, caratterizzato da fili sottili che delineano un volume curvilineo connesso a due piccole sfere dipinte in bianco e nero. Le linee di fili metallici di Calder scolpiscono volumi vuoti e presentano il movimento di un’azione priva di peso e massa.

Una delle innovazioni più significative di Calder è stata l’incorporazione del movimento nelle sue composizioni, introducendo così la dimensione temporale. I suoi mobiles sono sculture cinetiche le cui composizioni in continua mutazione sono attivate dalle condizioni ambientali. La mostra include uno dei più importanti mobiles di Calder, “Eucalyptus” (1940), che sembra dare forma all’aria, cambiando continuamente e interagendo con l’ambiente circostante. Altre opere esposte sono “Arc of Petals” (1941) e l’imponente “Red Lily Pads” (1956), che rispondono ad ogni minimo cambiamento dell’aria e della luce, vibrando nell’imprevedibilità del tempo e dei suoi diversi momenti.

Una mostra ricchissima che ci convincerà a organizzare una capatina nel Canton Ticino!

 

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