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Branciaroli è Il mercante di Venezia al Teatro Manzoni

“Il mercante di Venezia”
di William Shakespeare
traduzione Masolino D’Amico
regia e adattamento di Paolo Valerio
con Franco Branciaroli
Dal 7 al 19 maggio 2024
feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
sabato 18 maggio ore 15,30 e 20,45
Biglietti
Prestige € 36,50 – Poltronissima € 33,00 – Poltrona € 25,00 – Poltronissima under 26 anni € 16,00
Per acquisto:
biglietteria del Teatro
027636901
Ticketone.it
https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=957218

 

 

“Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare, rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598, rimane un testo intramontabile che solleva questioni etiche, sociali e interreligiose ancora rilevanti oggi. Il dramma affronta temi universali come l’amore, l’odio, l’amicizia, l’avidità e il ruolo del denaro, offrendo al pubblico contemporaneo una riflessione profonda sulla natura umana.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, insieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati, presenta una nuova produzione dell’opera, diretta da Paolo Valerio e interpretata da una straordinaria compagnia di attori guidata da Franco Branciaroli nel ruolo di Shylock. La sua interpretazione magistrale del personaggio sfaccettato e misterioso cattura l’attenzione dello spettatore, suscitando sia compassione che disgusto per il suo desiderio di vendetta.

Parallelamente al patto della famosa libbra di carne, si dipana una serie di altri intrecci drammaturgici, creando una struttura ricca di simmetrie e riflessi. La storia di Belmonte, dove la nobile Porzia intrattiene un enigma per i suoi pretendenti, e la fuga di Jessica, figlia di Shylock, con un cristiano, aggiungono ulteriori strati di complessità alla narrazione.

La figura di Shylock emerge come il fulcro di una lotta tra culture e religioni, mentre Antonio rappresenta il martire cristiano, disposto a sacrificare se stesso per gli altri. Tuttavia, la sua richiesta di conversione forzata per Shylock rivela un lato oscuro e vendicativo, mettendo in discussione la sua stessa moralità.

L’opera esplora così le tensioni tra diversità, pregiudizio e giustizia, offrendo uno sguardo penetrante sulla condizione umana. Attraverso una serie di dialoghi eloquenti e scene drammatiche, Shakespeare ci invita a riflettere sui nostri valori e sulle nostre azioni, ponendo domande senza risposta su giustizia e perdono.

La presenza fisica e potente di Shylock, il suo desiderio di vendetta e la sua successiva sconfitta rivelano la sua umanità e la sua vulnerabilità, sottolineando la complessità dei rapporti interpersonali e culturali.

Insomma lo spettacolo al Manzoni ci mette davanti a un testo che continua a essere una fonte di ispirazione e riflessione. Ieri come oggi.

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