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Olivetti e il suo genio a Palazzo Arese Borromeo (Cesano M)

Olivetti e il suo genio a Palazzo Arese Borromeo (Cesano M)

Mostra Olivetti. Storie da una collezione
Fino al 2 giugno 2024
Palazzo Arese Borromeo
Cesano Maderno (MB)

 

Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno merita una visita in qualsiasi occasione. In questi giorni, fino al 2 giugno c’è un’occasione speciale che suggerisce la visita. La mostra sul genio di Adriano Olivetti e la sua azienda. Torniamo per un attimo al Palazzo però: è un grandioso complesso sorto a partire dalla metà del XVII secolo ai margini del vecchio borgo medievale di Cesano Maderno. La struttura di Palazzo Arese Borromeo, incentrata sul cortile d’onore, presenta ambienti affrescati da pittori del Seicento milanese come Montalto, Nuvolone e Procaccini il giovane. Il parco è armonizzato da viali prospettici, con geometrie da giardino all’italiana.

E ora la mostra. Tra ispirazione da un grande volume intitolato “Olivetti: Storie da una Collezione”. Pubblicato a gennaio da Ronzani Editore, con il patrocinio dell’Associazione Archivio Storico Olivetti e di Tipoteca Italiana, è un gioiello della collana Arti e Design. Curato da Sergio Polano, illustre storico dell’architettura recentemente scomparso, e da Alessandro Santero, rinomato libraio antiquario e collezionista, il volume raccoglie oltre 500 oggetti di comunicazione, grafica e pubblicità della azienda di Ivrea.

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La copertina del prezioso volume che ha dato vita alla mostra

 

La mostra omonima offre al pubblico l’opportunità unica di immergersi direttamente in alcuni dei materiali accuratamente descritti nelle oltre 300 pagine del testo. Dai progetti ai disegni, dalle brochure ai manifesti, dai libri aziendali ai cataloghi, questa esibizione mette in luce l’eclettica collezione privata di Olivetti.

Il viaggio attraverso la storia della comunicazione e del design inizia con “25 anni di Olivetti” del 1933, con una copertina firmata da Bruno Munari, pioniere della grafica aziendale all’avanguardia. Seguono rarità come la brochure “Storia della Scrittura”, dove il poeta Leonardo Sinisgalli offre una visione poetica della scrittura meccanica, e il volume che vede Elio Vittorini discutere l’umanesimo pubblicitario nel 1939.

Le fotografie di grandi artisti come Mulas, Ballo, Zanuso e Roiter danno vita al volume “Olivetti 1908 – 1958”, mentre le brochure come “Lettera allo Studente” e i cataloghi dei prodotti offrono uno sguardo affascinante sulla strategia di marketing dell’azienda.

L’esposizione include anche opere più inusuali, come il catalogo “Arte Cinetica. Arte Programmata” del 1962, in cui Umberto Eco teorizza sull’arte cinetica come ‘opera aperta’. Non mancano le creazioni più eccentriche, come le agende con progetto grafico di Enzo Mari e disegni di Jean-Michel Folon, o il libro “Uffici. From the Traditional Office to the Open-Plan Office” del 1974 curato da Ettore Sottsass.

Ma tra tutti questi tesori, spicca la prima edizione originale de “La Città dell’Uomo”, il testamento spirituale dell’imprenditore di Ivrea, che incarna l’essenza stessa della visione Olivettiana.

Ecco una gallery per ingolosirvi. Le foto sono di Simone Furiosi

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