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Hayez, Induno, Piccio e altri grandi della pittura lombarda in una tripla mostra a Monza

Hayez, Induno, Piccio e altri grandi della pittura lombarda in una tripla mostra a Monza

mostra 800 LOMBARDO. Ribellione e conformismo, da Hayez a Previati
Dal 13 aprile al 28 luglio 2024
Orangerie, Reggia di Monza – viale Brianza, 1. Monza
Musei Civici di Monza
Via Teodolinda Regina, 4

Orari Orangerie e Reggia di Monza
dal mercoledì al venerdì 10.00 – 13.00/14.00 – 19.00
sabato, domenica e festivi 10.00 – 20.00
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Orari Musei Civici di Monza
da aprile a maggio
mercoledì 10.00-13.00/15.00 -18.00; giovedì 15.00-18.00; venerdì, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00 -18.00;
da giugno a settembre
mercoledì 15.00-18.00; giovedì 15.00-18.00/20.00-23.00; venerdì, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00 -18.00

 

 

Tripla sede per una nuova mostra organizzata a Monza dal titolo “800 Lombardo: Ribellione e conformismo, da Hayez a Previati“. Si tiene dal 13 aprile al 28 luglio 2024 presso l’Orangerie, la Reggia di Monza e i Musei Civici di Monza. Attraverso quasi cento opere, tra dipinti e disegni, si perrcorrerà un viaggio emozionante nella pittura e nella cultura della Lombardia del XIX secolo, presentando i principali artisti dell’Ottocento lombardo, tra cui Hayez, il Piccio, Faruffini, Cremona, Medardo Rosso, Previati e Segantini.

Il percorso espositivo, organizzato con cura per temi, esplora non solo i movimenti iconografici e le tendenze estetiche, ma anche le biografie e le personalità degli artisti, permettendo ai visitatori di immergersi completamente in un universo artistico straordinariamente dinamico e sorprendente, caratterizzato da un raffinato sperimentalismo sia artistico che intellettuale. Sebbene il fulcro sia sull’ambiente milanese, con un particolare focus sull’influenza dell’Accademia di Brera, la mostra getta anche uno sguardo attento alle altre province lombarde, arricchendo così la comprensione della scena artistica del periodo.

Una sezione speciale è dedicata alla vivace scena artistica di Monza, città natale di illustri pittori come Pompeo Mariani, Mosé Bianchi, Eugenio Spreafico ed Emilio Borsa, che hanno contribuito in modo significativo alla ricchezza culturale della regione.
La mostra inizia con l’epoca romantica, in cui spicca la figura imponente di Francesco Hayez, considerato un maestro e un modello per intere generazioni di artisti. Accanto alle sue opere, sono esposti dipinti di artisti che hanno studiato con lui, come Giacomo Trecourt e Massimo d’Azeglio.

Segue una sezione dedicata ai vedutisti e ai pittori “prospettici” della prima metà del secolo, come Giovanni Migliara, Angelo Inganni e Luigi Bisi, i quali, con le loro rappresentazioni di scorci cittadini e scene di vita quotidiana, offrono uno sguardo prezioso sulla vita urbana e la società del tempo. La mostra prosegue poi con una riflessione sulle guerre di Indipendenza, presentando dipinti che affrontano le tematiche risorgimentali, realizzati da autori come Gerolamo e Domenico Induno, noti anche per le loro vivide scene di genere che ritraggono la vita delle classi meno abbienti e dei salotti borghesi.

La figura straordinaria di Giovanni Carnovali, noto come il Piccio, introduce al sensibile cambio di rotta della seconda metà del secolo. Carnovali è stato un anticipatore di soluzioni linguistiche innovative, fondamentali per autori successivi come Federico Faruffini e, soprattutto, Tranquillo Cremona. Quest’ultimo, insieme a Daniele Ranzoni e Giuseppe Grandi, ha dato vita alla Scapigliatura, un movimento che ha influenzato sia la letteratura che le arti visive, esplorando tematiche esistenziali e ribellandosi agli schemi convenzionali con un linguaggio artistico sperimentale e moderno.

La mostra offre anche una serie di approfondimenti su artisti meno noti ma altrettanto influenti, come il Piccio e Faruffini, così come Luigi Conconi. Nella seconda metà dell’Ottocento, il genere del paesaggio ha goduto di grande popolarità, con dipinti che ritraggono le suggestive campagne brianzole, le maestose vette alpine e le affascinanti acque dei laghi, opera di artisti come Eugenio Gignous, Silvio Poma e Filippo Carcano.

Il percorso  si conclude con alcune opere giovanili di Previati e Segantini, anticipando così il movimento del Divisionismo e le influenze del Simbolismo, aprendo un nuovo capitolo nell’evoluzione dell’arte lombarda e lasciando spazio alla riflessione sulla sua eredità e il suo impatto duraturo.

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